
Non è in corso alcun attacco a Google. Non c'è alcuna "pirateria informatica". Non c'è alcuna "intelligenza artificiale", anche se sa il cielo quanto sarebbe bello averne un po' per sopperire al vistoso deficit di quella naturale. Né ci sono "magici meccanismi". Molto più banalmente, un certo numero di persone ha creato nelle proprie pagine Web dei rimandi che collegano le parole "fallimento" e "miserabile" alla pagina Web del curriculum di Berlusconi. Non è difficile: guardate, si fa così:
Google non fa altro che rilevare questi rimandi, come fa del resto per tutti gli altri rimandi (in gergo si chiamano link) presenti in Internet, e valutare periodicamente qual è il rimando più frequente associato a una certa parola o frase. Se il rimando più frequente associato alla parola "fallimento" è la pagina del Presidente del Consiglio, indica tale pagina come risultato maggiormente corrispondente alla parola "fallimento". E' un meccanismo automatico che non comporta alcuna presa di posizione da parte di Google. Google funziona così, punto e basta.
Questo meccanismo è conosciuto come Googlebombing, appunto, ed è in uso da anni in vari paesi come forma di satira e di protesta e come burla; ma forse eravate troppo presi dai balletti della politica per accorgervene. Ne sono già stati vittima, in passato, Tony Blair, George W. Bush, John Kerry, Lula Da Silva, il politico svizzero Christoph Blocher, il presidente filippino Arroyo, i fondamentalisti cristiani, la Microsoft, Scientology e tanti altri: la lista completa è nell'enciclopedia gratuita Wikipedia, in inglese e (in forma concisa) in italiano.




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