venerdì, aprile 28, 2006

Le vicende senili e la sindrome di Peter Pan

Con riferimento alle candidature del giovane Giulio Andreotti (nato a Roma il 14 gennaio 1919) e dell'ancor più giovane Franco Marini (nato a San Pio delle Camere, AQ, 9 aprile 1933) alla presidenza del senato, voglio rendervi partecipi di una mia personalissima intuizione...

In Italia i giovani e le donne sono una vera e propria minoranza linguistica da tutelare, è infatti noto a tutti la trepidazione con cui l'attuale classe politica si appresta a varare il desideratissimo provvedimento sulle cosiddette "quote rosa".

Se sei giovane e basta il problema, col tempo, si risolve da se.

E' infatti notorio che i giovani invecchiano presto, quasi subito. Ma se sei giovane e donna non ci sono santi, donna sei e donna resti.

Sempre che... le donne non decidano di disegnarsi i baffi col rimmel. In tal caso la coppola in testa, l'uso del bustino contenitivo ed un'abbonamento alla Gazzetta dello sport possono rendere le cose più semplici.

Bravo Marini, anche se il buon Giulio, che è giovane da qualche mese in più di te, ha detto che tu puoi sempre aspettare hai tenuto duro ed hai 160 voti, per il resto si vedrà... povero Berlusconi & C... e adesso? Che si fa dove si va?

"Aria, aria basta co' sto' paese de vecchi!" Fabio Volo

"Non s'era visto mai
che un naufrago incapace di nuotare
delirasse di gioia mentre la nave
colava a picco. Ma non c'è pericolo
per gli uomini pneumatici e lui lo sa."

(da: Eugenio Montale,
Poesie scelte, 1977)

E qui molto modestamente mi si permetta l'ineleganza di un'autocitazione:

"Nutro una profonda invidia per questi giovani-vecchi che giocano a fare gli adolescenti fino 40-50 o 60 anni, arrivati ai 70 anni si tingono i capelli. Li invidio, come dicevo, perché io adolescente non sono riuscito ad esserlo nemmeno per un'ora in vita mia." Francesco Parisi

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